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Se la leggenda vuol fare risalire il toponimo attuale di origine religiosa ad un santo sacerdote di origine lionese che su questi prati amava ritirarsi in preghiera, di certo vi è invece che la zona era ben conosciuta dai romani con il nome di Arebrigium, che per loro indicava un villaggio fortificato lungo la strada per le Gallie.Due sono infatti i fattori che hanno condizionato la storia del paese: il suo trovarsi al bivio tra la strada che risale al colle del Piccolo San Bernardo e quella che prosegue in direzione di Courmayeur, e la presenza di una pregiata fonte termale.La strada non è sempre stata foriera di benessere: da essa sono transitate anche le armate degli invasori, con il loro corollario di morte e distruzione. Le acque termali, invece, si sono sempre rivelate, tra alterne vicende, un buon motore per l'economia locale. Già nel 1560 risultano ben conosciute. Alla metà del Settecento l'amministrazione regionale (allora Conseil des Commis) ne acquisisce la proprietà e costruisce il primo stabilimento balneare, i cui ruderi sono visibili oltre il ponte detto erroneamente "romano". Nel 1830 nasce una nuova struttura ad opera di un privato, poi passata in mano di una società anonima che vi impianta anche un piccolo casinò. Nel 1958 si tenta un rilancio del turismo termale, che si trascina per una ventina d'anni. Attualmente le strutture sono fatiscenti ed in stato di abbandono, anche se non mancano i progetti e la volontà politica di giungere ad una corretta e redditizia valorizzazione di questa risorsa.
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