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Come ottenere un rimpatrio dei defunti Italia: i riferimenti normativi e l’iter da seguire

Il trasferimento della salma di uno straniero morto in Italia nel suo paese d’origine non è mai un percorso semplice da seguire. L’iter burocratico da percorrere è parecchio pesante. Adesso cercheremo di individuare i principali riferimenti normativi sulla materia e di tracciare i principali passaggi che caratterizzano questo farraginoso percorso.

L’ultimo riferimento normativo è un Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria per quanto concerne il rimpatrio dei defunti Italia, a cui si aggiunge anche il D.P.C.M. del 26 maggio 2000 attuativo del D.lgs. n. 112 del 1998, in materia di autorizzazioni necessarie per svolgere le operazioni del caso.

La materia è regolata anche dal diritto internazionale. Il riferimento più importante ce lo dà la Convenzione di Berlino del 1937 che rimane valida soltanto tra i paesi che l’hanno ratificata. Tale convenzione si applica anche nel caso in cui si tratti di rimpatrio dei defunti Romania, in Italia, Francia, Svizzera, Germania, Olanda, Portogallo, Spagna, Messico, Congo, Cile, Egitto, Slovacchia, Danimarca, Repubblica Ceca.

Per quanto riguarda la procedura, come portata, bisogna ricevere l’autorizzazione da parte del Comune nel quale è avvenuto il decesso dello straniero, recandosi presso l’ufficio di stato civile. La domanda di rimpatrio dei defunti Milano deve essere firmata da un componente del nucleo familiare di appartenenza del defunto.

A questa bisogna aggiungere anche la richiesta di autorizzazione alla tumulazione oltre che alla traslazione della salma al di fuori del territorio comunale. Molto spesso, per percorrere questo complesso iter burocratico, ci si affida a delle agenzie funebri in grado di gestire tutta la parte amministrativa, ma anche quella operativa.

A questa domanda, bisogna allegare anche l’estratto del certificato di morte che viene rilasciata dall’autorità amministrativa del Comune competente per territorio. Inoltre, deve essere allegato anche il nullaosta rilanciato dall’autorità consolare dello stato d’appartenenza del defunto presente nel territorio nazionale italiana. Il nullaosta viene trasmesso in Prefettura.

Un altro importante documento che bisogna acquisire è la certificazione delle condizioni sanitarie e igieniche del defunto e della bara nella quale sarà introdotto e che viene rilasciata da una struttura sanitaria pubblica.

L’autorizzazione rilasciata dall’autorità italiana è in lingua italiana. Se i familiari del defunto straniero desiderano una copia nella loro lingua d’origine, dovranno sostenere i costi per la sua traduzione. Una volta ricevuta l’autorizzazione per il trasporto della salma nel paese di origine del defunto, questa viene trasmessa all’ufficio della prefettura della provincia della zona di frontiera dalla quale avverrà il trasferimento.